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Una passeggiata fra l'arte contemporanea nel cuore di Pistoia PDF Stampa E-mail

La nostra piacevole passeggiata alla ricerca dei segni dell'arte contemporanea nel centro storico di Pistoia può cominciare dal cortile interno del Palazzo Comunale dove si può ammirare Miracolo opera di Marino Marini. Attraverso la monumentale scala cimiracolo.jpgnquecentesca, si accede al Museo Civico, il cui percorso espositivo si snoda attraverso le sale del primo piano, del mezzanino e del secondo piano dell’edificio, comprendendo le più significative testimonianze dell’arte pistoiese, dal Trecento al Novecento. In particolare il secondo piano ospita opere di artisti che negli anni Venti e Trenta del secolo scorso costituirono una vera e propria “scuola pistoiese”: Alberto Caligini, Francesco Chiappelli, Renzo Agostani, Pietro Bugiani, Umberto Mariotti, Alfiero Cappellini, Corrado Zanzotto. Sculture di Gelli, Vivarelli , Agenore Fabbri. Nel mezzanino sono esposti i materiali del Centro di Documentazione Giovanni Michelucci, dove si conservano disegni, progetti, fotografie dell’architetto e urbanista pistoiese, uno dei maggiori del XX secolo.

Nella piazza antistante l’Ospedale del Ceppo è stata collocata nel 1999 La luna nel pozzo, opera in ferro courtain dell’artista pistoiese Gianni Ruffi che evoca un antico pozzo che si trovava in quest’area.

Nel luna3.jpgparco retrostante l’antico ospedale di Pistoia, disegnato dagli architetti Giannantonio Vannetti e Elena Morici, si erge il Padiglione dell’Emodialisi, struttura all’avanguardia per la quale hanno pensato e realizzato le loro opere sette artisti di fama internazionale: Daniel Buren, Dani Karavan, Sol LeWitt, Robert Morris, Hidetoshi Nagasawa, Claudio Parmiggiani e Gianni Ruffi. Perfettamente integrate con l’ambiente circostante, nel giardino si trovano le installazioni. Opera dell’israeliano Karavan è il gazebo di marmo per il quale il premio Nobel Rita Levi Montalcini ha coniato la frase Speranza, Serenità, Coraggio: le doti vincenti scolpita sul bordo del tavolo. Appartiene invece allo statunitense Morris l’arco di ferro courtain al quale si arrampica un bellissimo glicine. Accanto ci si può accomodare sulla lunga panchina a forma di due mezzelune sovrapposte realizzata dallo stesso artista della Luna del Pozzo Gianni Ruffi. All’interno del padiglione, nell’atrio una parete dipinta con colorate forme astratte da Sol LeWitt, un pavimento a mosaico a fondo nero intarsiato in bianco con i segni zodiacali di Parmiggiani, un giardino Zen del giapponese Nagazawa, e séparé vivacemente decorati dal francese Buren. 

Nei pressi del Padiglione si trova Palazzo Fabroni  prestigioso spazio espositivo per l'arte contemporanea. Al secondo piano dell’edificio è allestita la collezione permanente con opere di importanti artisti pistoiesi e non, mentre il piano nobile è destinato ad ospitare esposizioni temporanee. Alcuni tra i maggiori protagonisti delle arti visive contemporanee, tra cui Parmiggiani e Kounellis, hanno esposto nelle sue sale. Dalle finestre del palazzo si può ammirare la bellissima chiesa romanica di S.Andrea.

Ritornando verso il centro, passando attraverso la nota piazza della Sala, si arriva nella piazzetta degli Ortaggi, dove un tempo si trovavano il “luogo comodo” del postribolo e l’ingresso al ghetto ebreo. Qui, nel 1996, è stata collocata la scultura in bronzo intitolata Giro di sole dell’artista pistoiese Roberto Barni.

Proseguendo verso  Piazza Garibaldi, di fronte alla chiesa di San Domenico, si giunge al Museo Marino Marini dedicato al celebre artista pistoiese. Negli spazi che dell’ex Convento e della chiesa del Tau sono conservati dipinti e sculture di quello che fu uno dei maggiori artisti del Novecento, le cui opere sono esposte nei musei di tutto il mondo. Cavalli e cavalieri, Pomona e i nudi femminili, i personaggi del circo e del teatro, sono i temi che rappresentano una costante della sua produzione. Il Museo accoglie anche una preziosa collezione grafica e un’imponente raccolta di gessi. Sono inoltre a disposizione del pubblico una fototeca, una diateca e una videoteca che documentano la vita e le opere dell’artista.

Infine, raggiungendo il n.159 di C.so Gramsci si può visitare, solo su prenotazione e in piccoli gruppi, la Casa-studio Fernando Melani,pop_casa_melani72.jpg abitazione e laboratorio dell'artista pistoiese che con le sue creazioni attraversò le principali correnti artistiche della seconda metà del Novecento, dall'Arte Povera, a quella Concettuale fino all'Arte Minimale. Le opere trovano la loro sistemazione ideale proprio in quella casa-studio dove l’artista visse e operò per quarant’anni, in un percorso ricco e suggestivo, secondo la disposizione voluta dal Melani stesso, partendo dalla soffitta fino ai piani inferiori del palazzo. Costruzioni in metallo, lamiere e fili di ferro pendenti dal soffitto, corde tese con appese tele monocrome, la scala usata come una vera e propria emeroteca, rispecchiano un singolare uso dell’ambiente e ripercorrono l’evoluzione della sua arte dai tardi anni ’40 agli ’80. Nello Studio è collocata anche una ricca biblioteca. 

 
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