Il culto di San Iacopo

I segni del culto nella città di Pistoia

Le testimonianze del pellegrinaggio e del culto di S.Iacopo caratterizzano i più importanti monumenti della città a cominciare dalla splendida cornice di edifici di piazza del Duomo dove , il 25 luglio,  secondo una tradizione plurisecolare,  è ancora tenuta la festa annuale del Santo patrono con la cerimonia della vestizione dell’apostolo, la sfilata storica e  la giostra dell’orso.

Cattedrale di S. Zeno
Nella navata destra, presso la cappella "del Giudizio", è custodito l’altare argenteo di San Jacopo, altare.jpguno dei massimi capolavori dell'oreficeria gotica italiana ed europea, opera di vari artisti dal 1287 al 1456. Sulla parete destra della cappella un dipinto  murale mostra S.Atto che accoglie solennemente gli inviati Mediovillano e Tebaldo che gli recano la reliquia iacopea da Compostela.
Nella Tribuna, entro una nicchia, si trova una statua di S. Jacopo, in argilla cruda dipinta in argento con filettature d'oro, opera di artista di scuola romana dei primi del sec.VII,

Antico Palazzo dei Vescovi – Museo Capitolare
Vi si trova l’originaria sagrestia del Tesoro di S. Jacopo (sec. XII), con reliquiario di S. Jacopo (1407) attribuito a Lorenzo Ghiberti e contenente la reliquia iacopea. Del  Tesoro di S.Jacopo sono custoditi pregevoli pezzi gotici e rinascimentali.

Palazzo Comunale
Nella parete sud del  Cortile è presente una scultura in pietra di S.Jacopo, manifattura pistoiese dei primi decenni del sec. XV. Nelle Sale affrescate al piano terreno si trova un affresco votivo di S.Jacopo opera di ignoto pittore pistoiese (1438), con affreschi della Madonna e di S. Zeno. Al primo piano, nel Museo Civico, si può ammirare, oltre a  numerosi dipinti con iconografia iacopea, un rilievo marmoreo con la Missione di S.Iacopo, proveniente dal distrutto portale di un'antica chiesa S.Jacopo in Castellare dedicata a san Jacopo attualmente non visitabile.

Ex Convento del Tau
Lo stemma di Pistoia e i "nicchi" (conchiglie) di S.Jacopo della seconda metà del sec. si possono osservare nella rosta di portale in stile gotico scolpita e lavorata a traforo.

Spedale del Ceppo
Nel Loggiato, tra le formelle delle Opere di Misericordia in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia e Santi Buglioli, vi è quella relativa all’ “Accoglienza dei pellegrini”.

Chiesa di S. Andrea
Da porta S.Andrea il pellegrino, visitati i luoghi iacopei pistoiesi, usciva dalla città per riprendere la francigena verso Roma o verso la Francia. Nella facciata della chiesa, del 1166, l'architrave è istoriata con la Cavalcata dei re Magi i primi pellegrini della cristianità.1.4- La "via Francigena" e gli itinerari pistoiesi.

Il culto di San Jacopo

Dal 1145 Pistoia divenne l'unico centro di culto iacopeo ufficialmente accreditato in Italia ed assunse, poco dopo, come proprio patrono, l'apostolo. Ciò fece si che la città divenisse tappa quasi obbligata per i pellegrini che percorrevano il Cammino di Santiago.

Chi si recava a Roma,  verso sud, oppure chi risaliva la penisola per dirigersi oltralpe e al santuario galiziano, poteva venerare a Pistoia la reliquia del corpo dell'apostolo Giacomo di Zebedeo - San Jacopo, Santiago per gli spagnoli - conservata nella cappella della Cattedrale e chiedere intercessioni e grazie al patrono del pellegrinaggio occidentale.

Nella seconda  metà del secolo XII si formò un ente, l'Opera di S. Jacopo, con il compito di amministrare il patrimonio, sovrintendere al culto ed assistere i pellegrini forestieri che si recavano a Compostela o ne tornavano. In città esistevano numerosi ospizi per pellegrini, poveri, viandanti e altri viaggiatori.

Il più antico era l'ospizio della cattedrale,  già attivo nel secolo X; verso la metà del XII sec. era in funzione anche lo spedale di S. Jacopo. Più tardi si distinse lo Spedale del Ceppo, fondato negli ultimi decenni del '200 e presto specializzatosi nella cura degli infermi come nosocomio cittadino. Nella seconda metà del '300 vi era anche l'Ospizio e Ospedale del Tau e specializzato nella cura del "fuoco di sant'Antonio".

Le testimonianze figurative in Pistoia rivelano sia la presenza di pellegrini nei vari periodi, sia l'iconografia iacopea nella sua evoluzione, sia lo stretto collegarsi del culto di san Jacopo con la venerazione per il santo vescovo Atto (1133-1153), cui si doveva l'introduzione ufficiale del culto iacopeo e conseguentemente la rinomanza della città oltre i confini regionali. 

La reliquia

Nella prima metà del XII secolo il vescovo Atto portò dal santuario di Compostela una preziosa reliquia: un frammento d'osso della testa, del corpo dell’apostolo Giacomo di Zebedeo (san Jacopo).

Ma chi era Giacomo il Maggiore? Fu uno dei discepoli prediletti da Gesù; decapitato nel 42 d.C. fu il primo martire e il suo corpo, approdato miracolosamente in Spagna, diede origine ad un culto millenario, ancor oggi molto vivo. La basilica di Compostela (da campus stellae, dove una stella miracolosa avrebbe indicato il luogo della sepoltura) divenne, con Gerusalemme e Roma, uno dei tre più noti e praticati luoghi di pellegrinaggio.

Anche molti Pistoiesi si recavano nella Galizia spagnola a pregare sulla tomba del loro patrono. Nella sacrestia nuova del Palazzo dei Vescovi si trova la raffigurazione della partenza di un gruppo di pellegrini locali, forniti di galero (il cappello contro la pioggia e il sole), pellegrina (il corto mantello da viaggio) e bordone (il bastone d'appoggio, che serviva anche come arma da difesa).

Amministrata dall'Opera di san Jacopo la reliquia divenne  una delle maggiori mete di pellegrinaggio dell'Italia centrale contribuendo così alla crescita economica di Pistoia che per il Santo ha sempre professato un  culto e un attaccamento particolari. 

La reliquia è ora conservata nel reliquiario di S. Jacopo (1407) attribuito a Lorenzo Ghiberti nel Museo Capitolare.

Pistoia ha dedicato a San lacopo uno dei suoi grandi capolavori: l'altare d'argento.

 

L'altare d'argento

L'altare argenteo è una delle più importanti testimonianze in Europa del culto e del pellegrinaggio iacopeo. Si trova  nella cattedrale di Pistoia, nella cappella detta "del Giudizio", ma in origine era nella non più esistente cappella dedicata all'apostolo Giacomo di Zebedeo (san Jacopo), eretta nel  1145, dove si venerava la reliquia del santo.

L'opera  fu commissionata ad alcuni dei più valenti artisti del tempo per arricchire il famoso Tesoro di San Jacopo, custodito in quella che Dante definì la "sagrestia de' belli arredi". Di questo prezioso patrimonio d'arte sacra rimangono oggi soltanto pochi pezzi, conservati nel Museo capitolare.

L'opera è stata attribuita all'orafo pistoiese Andrea di Jacopo d'Ognabene che la restaurò nel 1293 dopo il danno inferto da Vanni Fucci, ladro e bandito politico menzionato da Dante nel canto XXIV dell'Inferno.  Si è accresciuta poi progressivamente fino al 1456,  con l’opera di numerosi artisti, da Giovanni Pisano a Filippo Brunelleschi.

Vi sono rappresentate Storie del Vecchio Testamento, Storie di San Jacopo, Profeti e Evangelisti e, in un'ampia nicchia centrale, la gran statua a tutto tondo raffigurante San Jacopo in trono.